CHI SIAMO

Siamo un gruppo di giornaliste e operatrici dell’informazione. Un gruppo informale, creato da trenta giornaliste iscritte all’Albo (professionali e collaboratrici), tra cui free lance e precarie anche con contratti irregolari o anomali, e operatrici (fotoreporter, camerawomen, ecc) che svolgono in modo prevalente e continuativo la loro attività lavorativa e professionale nell’ambito dell’informazione.

Siamo un collettivo autonomo, un’associazione spontanea di donne (ma gli uomini saranno graditi se vorranno seguirci) mosse da una stessa intenzione, quella di favorire un’informazione obiettiva dei fatti e delle opinioni, ovvero un' informazione e una comunicazione “di genere”, che tenga in conto che il mondo è fatto di  donne e di uomini.





Abbiamo scelto il termine collettivo (non siamo un’associazione sindacale o di categoria, non siamo un coordinamento formalmente strutturato né un organismo di rappresentanza)  perché  è una parola della memoria, evocativa di rivoluzioni femminili che hanno modificato la cultura e la società, di  madri biologiche e simboliche che ci hanno lasciato eredità da non disperdere.

Vogliamo  conoscere e contribuire ad affermare una realtà “a due soggetti” (quella che viene ancora negata) abitata da uomini e donne.

Vogliamo dati disaggregati per sesso per poter tradurre e leggere con maggiore trasparenza tutti i fenomeni sociali, politici culturali, economici.

Vogliamo farci portatrici di punti di vista che ancora oggi restano nell’ombra.

Vogliamo richiamare l’attenzione sugli argomenti emergenti ed evidenti che sono esclusi dalle priorità redazionali, dalle agende politiche, dalle gerarchie editoriali (per miopia o cattiva volontà).

Vogliamo conoscere, condividere e diffondere le notizie che riguardano il nostro mestiere (i numeri, le opportunità di formazione, le condizioni contrattuali, le difficoltà di carriera).  Nonostante oggi si registri l’ingresso di una donna ogni tre iscritti all’Ordine dei Giornalisti e nelle redazioni si contino ormai moltissime donne, le loro condizioni di lavoro risultano troppo spesso legate alla precarietà, senza tutele e frequentemente senza ruoli rappresentativi.
 
Vogliamo un' informazione a doppio senso di marcia, trasparente e formativa.

Su questi temi che ci stanno a cuore, attraverso questo blog, aspettiamo anche il tuo contributo